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Tipo Abstract
Ricorso Sentenza :
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente:
Giudizio:
Disposizioni impugnate:
Limiti violati:
Decisione della Corte:
Ricorso Sentenza 23 gennaio 2018, n. 68
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale in via principale
Disposizioni impugnate: art. 1, commi 2 e 3; art. 7, comma 1, lettere b), d), g), m) ed n); art. 8 ( comma 1, lettera b), e comma 3); art. 9, comma 4; art. 10, comma 1; art. 11, comma 1, lettera d); art. 13 (commi 1, 4 e 5); art. 15, commi 1 e 5; art. 16, commi 4 e 5; art. 17; art. 19; art. 21; art. 18, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9; art. 28, comma 10; art. 56, comma 3; art. 32, comma 4; art. 49, comma 2, lettera a); art. 51, comma 6; dell’art. 79, comma 3; art. 56, comma 14; dell’art. 54, comma 4; art. 59, comma 3; art. 64, comma 1; art. 95, comma 4; art. 118, comma 1, lettere e) ed i), comma 2, lettere e) ed h), e comma 3, lettera e); art. 124; art. 140, commi 11 e 12; art. 141, comma 2; art. 142, comma 1; art. 147; art. 155; art. 151, commi 2 e 4; art. 154, commi 1 e 3; art. 206, comma 1; art. 215, commi 5 e 12; art. 243, comma 1; art. 250, comma 1, lettere a), b) e c), in combinato disposto con gli artt. 201 ( commi 3 e 4), 202 (comma 1) e 208; art. 258; e art. 264, commi 13, 14 e 16, della legge della Regione Umbria 21 gennaio 2015, n. 1 (Testo unico governo del territorio e materie correlate)
Limiti violati: artt. 3, 9, 42, 97, 117, primo comma, secondo comma, lettere e), l), m), p) ed s), e terzo comma, Cost., in relazione all’art. 12 della direttiva 9 dicembre 1996, n. 96/82/CE e all’art. 13 della direttiva 4 luglio 2012, n. 2012/18/UE.
Decisione della Corte:
1) illegittimità costituzionale degli artt. 28, comma 10, e 56, comma 3, l.r. 1/2015 nella parte in cui stabiliscono che sono i Comuni, anziché l’ufficio tecnico regionale competente, a rendere il parere sugli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei Comuni siti in zone sismiche;
2) illeg. cost. art. 59, comma 3, l.r. 1/2015;
3) illeg. cost. art. 118, comma 1, lett. e), l.r. 1/2015, nella parte in cui non prevede che le «opere interne alle unità immobiliari di cui all’art. 7, comma 1, lettera g)», siano sottoposte alla
comunicazione di inizio dei lavori asseverata (CILA);
4) illeg. cost. artt. 147 e 155 e art. 118, comma 2, lett. h), l.r. 1/2015, quest’ultimo nel testo impugnato e nel testo vigente a seguito delle modifiche apportate dall’art. 26, comma 7, l.r. Umbria 13/2016;
5) illeg. cost.art. 250, comma 1, lett. a), b) e c), in combinato disposto con gli artt. 201, commi 3 e 4; 202, comma 1, e 208, l.r. 1/2015;
6) illeg. cost. artt. 258 e 264, comma 13, l.r. 1/2015;
7) illeg. cost.art. 264, commi 14 e 16, l.r. 1/2015;
8) non fondatezza della questione di leg. cost. art. 13, comma 1, l.r. 1/2015;
9) non fondatezza della questione di leg. cost. art. 13, commi 4 e 5, l.r. 1/2015;
10) non fondatezza della questione di leg. cost. artt. 16, commi 4 e 5; 17 e 19 l.r. 1/2015;
11) non fondatezza della questione di leg. cost. art. 56, comma 14, l.r. 1/2015;
12) non fondatezza della questione di leg. cost. art. 206, comma 1, l.r. 1/2015;
13) estinzione del processo relativamente alle questioni di leg. cost. relativamente alle seguenti disposizioni della l.r. 1/2015: . art. 1, commi 2 e 3; art. 7, comma 1, lett. b), d), g), m) ed n); art. 8, comma 1, lett. b), e comma 3; art. 9, comma 4; art. 10, comma 1; art. 11, comma 1, lett. d); art. 15, commi 1 e 5; ’art. 18, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9; art. 21; art. 32, comma 4; art. 49, comma 2, lett. a); art. 51, comma 6; art. 54, comma 4; art. 59, comma 3; art. 64, comma 1; art. 79, comma 3; art. 95, comma 4; art. 118, comma 1, lett. i), comma 2, lett. e), e comma 3, lett. e); art. 124; art. 140, commi 11 e 12; art. 141, comma 2; art. 142, comma 1; art. 151, commi 2 e 4; art. 154, commi 1 e 3; art. 215, commi 5 e 12; art. 243, comma 1.
Ricorso Sentenza 16 luglio 2009, n. 249
Ricorrente: Emilia-Romagna, Calabria, Toscana, Piemonte, Valle d'Aosta, Umbria, Liguria, Abruzzo, Puglia, Campania, Marche e Basilicata
Resistente: Presidente del Consiglio dei Ministri
Giudizio: Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale
Disposizioni impugnate: artt. 181, commi 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12; 183, comma 1; 185, comma 1; 186; 189, commi 1 e 3; 194; 195, comma 1, lettere f), g), l), m), n), o), p), q) e t), comma 2, lettere b), e), l), m), n), q) e s) e comma 4; 196; 197; 199, commi 5, 8, 9 e 10; 200; 201; 202; 203; 204; 205; 206, commi 2 e 3; 207, comma 1; 208, commi 3, 4, 6, 8, 9, 10, 11, 12, da 15 a 20; 209, commi da 2 a 5 e 7; 210; 211, commi da 2 a 5; 212; 214, commi 2, 3, 5 e 9; 215 e 216, commi 1, da 3 a 7 e da 10 a 15, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale)
Limiti violati: artt. 3, 11, 42, 43, 76, 97, 114, 117, 118, 119 e 120 Cost.; art. 2, lettera b legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta); d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 artt. 18, comma 1, lett. i), 19, comma 1; legge 15 dicembre 2004, n. 308, art. 1, comma 8, lett. e) ed f); dir. Consiglio 75/442/CEE del 15 luglio 1975 come modificata dalla dir. Consiglio 91/156/CEE del 18 marzo 1991
Decisione della Corte: parziale accoglimento: illegittimità costituzionale dell’articolo 199, comma 9; illegittimità costituzionale dell’articolo 204, comma 3; illegittimità costituzionale dell’art. 205, comma 6; non fondata la questione di illegittimità costituzionale in relazione agli articoli 189, comma 1, 195, commi1 lettere f), g), l), m), n), o), p), q),t), comma 2, lettere b), e), l), m), n), q), s) e comma 4; 196, comma 1, lettere d) e m), 199, comma 8, 204, comma 3, 206, commi 2 e 3, 298, comma 10, 211, comma 3, 212, comma 2; cessata materia del contendere o inammissibilità per le altre disposizioni impugnate.
Ricorso Sentenza 10 ottobre 2017, n. 234
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: articoli 7, comma 1, e 8, comma 1, della L.R. Umbria 17 agosto 2016, n. 10 "«Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 9 aprile 2015, n. 11 (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali) e alla legge regionale 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese - Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali)»,
Limiti violati: articolo 117, commi secondo, lett. L), e terzo, Costituzione; decreto legge 31
agosto 2013, n. 101, convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125 (norma interposta)
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell’articolo 8, comma 1, L.R. Umbria 10/2016; cessazione della
materia del contendere relativamente all’articolo 7, comma 1, L.R. Umbria 10/2016
Ricorso Sentenza n. 181 del 2006
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: art. 1 L.R. Umbria 23 febbraio 2005, n. 15 (Modalità per il conferimento di incarichi di struttura nelle Aziende sanitarie regionali)
Limiti violati: artt. 3 e 117, commi secondo, lettera l), e terzo, della Costituzione
Decisione della Corte: non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge impugnata
Ricorso Sentenza n. 212 del 2006
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: articoli 2 e 4 L.R. Umbria 26 maggio 2004, n. 8 (Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 28 febbraio 1994, n. 6 – Disciplina della raccolta, coltivazione, conservazione e commercio dei tartufi)
Limiti violati: art. 117, commi secondo, lettere l) e s), e terzo, Costituzione; legge 16 dicembre 1985, n. 752 (Normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione, e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo)
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell’art. 2, lettere b) e c), della legge oggetto di impugnativa; non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, lettera a), e 4 della medesima legge, sollevate in riferimento all’art. 117, commi secondo, lettere l) e s), e terzo, della Costituzione
Ricorso Sentenza n. 238 del 2006
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente:Regione Umbria
Disposizioni impugnate: L.R. 28 febbraio 2005, n. 18 (Tutela della salute psico-fisica della persona sul luogo di lavoro e contrasto dei fenomeni di mobbing)
Limiti violati: art. 117, secondo comma, lettere g) ed l), e terzo comma, e art. 118, primo comma, della Costituzione
Decisione della Corte: non fondatezza
Ricorso Sentenza n. 393 del 2005
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: L.R. 29 luglio 2003, n. 17 (Ulteriore modificazione della legge regionale 17 maggio 1994, n. 14 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)
Limiti violati: articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione
Decisione della Corte: non fondatezza della questione di legittimità costituzionale sollevata con il ricorso
Ricorso Sentenza n.469 del 2005
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: articoli 123, 117, primo comma, 127, 134, 136, 1, 3 e 48 della Costituzione
Limiti violati: art. 123, secondo comma, Cost.
Decisione della Corte: inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale della legge della Regione Umbria 16 aprile 2005, n. 21.
Ricorso Sentenza n. 378 del 2004
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri e Carlo Ripa di Meana, consigliere regionale di minoranza della Regione Umbria,
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: articoli 9, comma 2; 39, comma 2; 40; 66, comma 1 e 2 e 82 della deliberazione statutaria della Regione Umbria e dell’intera deliberazione statutaria approvata in prima deliberazione il 2 aprile 2004 ed in seconda deliberazione il 29 luglio 2004
Limiti violati: articoli 2; 5; 29; 117, secondo comma, lettera l); 117, terzo comma; 121; 122, primo comma; 123 e 134, della Costituzione nonché al principio della separazione dei poteri.
Decisione della Corte: - Inammissibilità del ricorso presentato dal consigliere regionale Carlo Ripa di Meana nei confronti della delibera statutaria oggetto di impugnativa;
- illegittimità costituzionale dell’art. 66, commi 1 e 2, della predetta delibera statutaria;
- illegittimità costituzionale dell’art. 66, comma 3, della predetta delibera statutaria ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87;
- inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma 2, della sopracitata delibera statutaria per violazione degli artt. 2, 5, 29, 117, secondo comma, lettera l), e 123 Cost.;
non fondatezza delle altre questioni.
Ricorso Sentenza n. 49 del 2006
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: L.R. Umbria 3 novembre 2004, n. 21 (Norme sulla vigilanza, responsabilità, sanzioni e sanatoria in materia edilizia), limitatamente all’art. 20, comma 1, lettere a) e c); all’art. 21, comma 1, lettere c), d) e) ed h); agli artt. 19 e 27, comma 4 (tali ultime due disposizioni sono impugnate in virtù della loro asserita «connessione” con le altre).
Limiti violati: artt. 3 (sotto diversificati profili), 42, 81, 97, 117, secondo comma, lettere a), e), l), s), 117, terzo comma, 119 della Costituzione, nonché del principio di autonomia degli enti locali.
Decisione della Corte: non fondate le questioni relative alla legittimità dell’art. 20,
comma 1, lettera c) della legge della Regione Umbria n. 21 del 2004, giacché “dal tenore letterale
della disposizione impugnata emerge chiaramente che la data del 2 ottobre in essa contenuta è
riferita alla vigenza delle norme urbanistiche e degli strumenti urbanistici rispetto ai quali devono
essere valutati gli interventi, e non già rispetto all’epoca dir realizzazione degli stessi. Quest’ultima
è infatti fissata dallo stesso art. 20 al 31 marzo 2003, in conformità con quanto disposto dall’art. 32
del decreto-legge n. 269 del 2003”. Tale norma non è pertanto in contrasto né con l’art. 117, terzo
comma, Cost, in quanto rispettosa del principio posto dall’art. 32, comma 25, del decreto-legge n.
269 del 2003; né con l’art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., in quanto non invasiva della
competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile e penale.
Ricorso Sentenza 64 del 2007
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: art. 4, comma 2, L.R. Regione Umbria 3 agosto 1999, n. 24 (Disposizioni in materia di commercio in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114), come sostituito dall’art. 2, comma 1, della legge della Regione Umbria 7 dicembre 2005, n. 26 (Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 3 agosto 1999, n. 24 – Disposizioni in materia di commercio in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114), dell’art. 14, comma 4, lettera l), e comma 4 bis, della L.R. n. 24 del 1999, come modificato dall’art. 10, commi 3 e 4, della L.R. n. 26 del 2005, e dell’art. 15, comma 5, della L.R. n. 24 del 1999, come modificato dall’art. 11, comma 1, della L.R. n. 26 del 2005.
Limiti violati: artt. 3, 117, secondo comma, lettera e), e 120 della Costituzione, nonché per contrasto «con gli artt. 39 e 43 del Trattato istitutivo della Comunità europea, come attuato con il regolamento n. 1612/1968, art. 3
Decisione della Corte: Non fondatezza e inammissibilità
Ricorso Sentenza 24 marzo 2010, n. 127
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale in via principale
Disposizioni impugnate: artt. 7, lettera c), 44 e 46 della legge della Regione Umbria 13 maggio 2009, n. 11 (Norme per la gestione integrata dei rifiuti e la bonifica delle aree inquinate)
Limiti violati: art. 117, primo e secondo comma, lettera s), Cost.
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale dell’art. 7, comma 1, lettera c), della oggetto di impugnativa, nella parte in cui attribuisce ai Comuni la funzione di rilascio, rinnovo e modifica dell’autorizzazione alla gestione dei centri di raccolta;
- illegittimità costituzionale dell’art. 44 della medesima legge, nella parte in cui esclude dal campo di applicazione della legge stessa, «i sedimenti derivanti da attività connesse alla gestione dei corpi idrici superficiali, alla prevenzione di inondazioni, alla riduzione degli effetti di inondazioni o siccità, al ripristino dei suoli, qualora sia stato accertato che i materiali non risultino contaminati in misura superiore ai limiti stabiliti dalle norme vigenti»;
- illegittimità costituzionale dell’art. 46 della medesima legge, nella parte in cui esclude dalla verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale di cui all’articolo 20 del d.lgs. n. 152 del 2006 i progetti relativi agli impianti mobili per il recupero di rifiuti non pericolosi mediante operazioni di cui all’allegato C, lettera R5, della parte IV del d.lgs. n. 152 del 2006, anche se rientranti, con riferimento alle capacità complessivamente trattate, nella «tipologia di cui al punto 7, lettera zb), dell’allegato IV alla parte II del d.lgs. 152/2006, qualora trattino quantitativi medi giornalieri inferiori a duecento tonnellate e il tempo di permanenza degli stessi impianti sul sito predeterminato per lo svolgimento della campagna di attività non sia superiore a sessanta giorni».
Ricorso Ordinanza 4 luglio 2017, n. 201
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente:Regione Umbria
Disposizioni impugnate: Artt. 9, comma 1, lettera a); 10, comma 1, lettera b); 15, comma 1, lettere a) ed e); 20, comma 1, lettera d); 43, comma 1; 46; 48; 64 comma 1, lettera a); 81, comma 3, lettere a), b), f) e g); 83, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e); 95, comma 2, e 127 della L.R. 9 aprile 2015, n. 12 (Testo unico in materia di agricoltura).
Limiti violati: artt. 3, 5 e 117, primo e secondo comma, lettere e) ed s), della Costituzione
Decisione della Corte:
1) dichiara estinto il processo relativamente alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 9, comma 1, lettera a); 10, comma 1, lettera b); 15, comma 1, lettere a) ed e); 20, comma 1, lettera d); 43, comma 1; 46; 64, comma 1, lettera a); 81, comma 3, lettere a), b), f) e g); 83, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e); 95, comma 2, e 127 della L.R. 9 aprile 2015, n. 12 ;
2) dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 48 della stessa legge, in riferimento all’art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione al regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, «relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati»
Ricorso Ordinanza 12 aprile 2017, n. 112
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: artt. 26, comma 1, 33, comma 3, 153, 154, commi 2 e 4, 211, 215, commi 3 e 5, 219, comma 2, 225, comma 1, e 239 della L.R. 9 aprile 2015, n. 11 (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali)Limiti violati: artt. 97 e 117, primo e terzo comma, della Costituzione e in relazione alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987 (e ratificata e resa esecutiva con legge 4 novembre 2010, n. 201)
Decisione della Corte: estinzione del processo
Ricorso Sentenza 21 giugno 2016, n. 199
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria e Basilicata
Disposizioni impugnate: legge della Regione Umbria 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese – Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), articolo 8;
legge della Regione Basilicata 31 marzo 2015, n. 14 (Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali), articolo 1, commi 2, 3 e 4.
Limiti violati: art. 23, art. 117, secondo comma, lettera e) e art. 119, secondo comma, della Costituzione
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale dell’art. 8 della legge della Regione Umbria 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese – Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), nella parte in cui introduce il comma 7- quinquies dell’art. 1 della legge della Regione Umbria 24 dicembre 2007, n. 36 (Disposizioni in materia tributaria e di altre entrate della Regione Umbria);
- cessata materia del contendere sulle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8 della L.R. n. 8 del 2015, nella parte in cui sostituisce il comma 7-ter e aggiunge il comma 7-quater dell’art. 1 della L.R. n. 36 del 2007, promosse, in riferimento agli artt. 23, 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione
- illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 4, della legge della Regione Basilicata 31 marzo 2015, n. 14 (Disposizioni in materia di veicoli ultraventennali), previo trasferimento della questione sull’art. 22 della legge della Regione Basilicata 9 febbraio 2016, n. 3 (Legge di stabilità regionale 2016);
- illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi 2 e 3, della legge della Regione Basilicata n. 14 del 2015;
Ricorso Sentenza 20 ottobre 2015, n. 217
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: articolo 2, comma 1, e articolo 5, comma 1, della legge della Regione Umbria 7 novembre
2014, n. 19 (Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali)
Limiti violati: articolo 117, terzo comma, Costituzione
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 1, e dell’articolo 5, comma 1, della L.R. oggetto di impugnativa e, di conseguenza, delle restanti disposizioni della medesima legge regionale .
Ricorso Sentenza 11 giugno 2014, n. 178
Ricorrente: Presidenza del Consiglio dei Ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: artt. 62, comma 1, 63, commi 1, lettera b), e 2, 68 e 73 della legge della Regione Umbria
12 luglio 2013, n. 13 (Testo unico in materia di turismo)
Limiti violati: art. 117, commi primo, secondo, lettera e), e terzo, della Costituzione
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale art. 62, comma 1, art. 63, comma 2, art. 68 e art. 73, comma 4 della L.R. 12 luglio 2013, n. 13 (Testo unico in materia di turismo);
- non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 63, comma 1, lettera b),
L.R. 13/2013, promossa, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Ricorso Sentenza 7 maggio 2014, n. 125
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei Ministri.
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: L.R. 6 maggio 2013, n. 10 (Disposizioni in materia di commercio
per l’attuazione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214 e del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Ulteriori modifiche ed integrazioni della legge
regionale 3 agosto 1999, n. 24, della legge regionale 20 gennaio 2000, n. 6 e della legge regionale
23 luglio 2003, n. 13) – artt. 9, 43 e 44
Limiti violati: art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale dell’art. 9 che ha aggiunto all’art. 10 bis della L.R. 3 agosto 1999, n. 24 (Disposizioni in materia di commercio in attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114), i commi da 3-bis a 3-sexies;
- illegittimità costituzionale dell’art. 43 che sostituisce l’art. 7 della L.R. 23 luglio 2003, n. 13 (Disciplina della rete distributiva dei carburanti per autotrazione);
- illegittimità costituzionale dell’art. 44 che aggiunge l’art. 7-ter alla L.R. 13/2003.
Ricorso Sentenza 9 aprile 2014, n. 97
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei Ministri.
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: art. 10, comma 1, della legge della regione Umbria 8 febbraio 2013, n. 3 (Norme per la
ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 15 dicembre 2009)
Limiti violati: art.117, secondo comma, lettera e) ed l) della Costituzione
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale del comma 1, dell'articolo oggetto di impugnativa.
Ricorso Sentenza 20 novembre 2013, n. 284
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei Ministri.
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: artt. 17, comma 3; 19, comma 3; 20, comma 2; 22, commi 2 e 3; 28, comma 1; 30, comma 3, e 32, comma 3, della legge della Regione Umbria 12 novembre 2012, n. 18 (Ordinamento del servizio sanitario regionale),
Limiti violati: art. 117, terzo comma, della Costituzione
Decisione della Corte: estinzione del processo per rinuncia al ricorso
Ricorso Sentenza 6 novembre 2013, n. 270
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articoli 24 e 34 della legge della Regione Umbria 5 ottobre 2012, n. 15, recante «Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 28 novembre 2003, n. 23 (Norme di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica)»
Limiti violati: articoli 3 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli articoli 9, comma 12, lettera c), e 40, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), all’articolo 21 numero 1) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ed all’articolo 24 della direttiva 29 aprile 2004, n. 2004/38/CE, recante «Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE», recepita con il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30
Decisione della Corte: Estinzione del processo a seguito della modifica, delle norme impugnate,
con gli artt. 21 e 22 della L.R. 21 giugno 2013, n. 12 (Norme su perequazione, premialità e compensazione in materia di governo del territorio e modificazioni di leggi regionali).
Ricorso Sentenza 4 novembre 2013, n. 259
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale in via principale
Disposizioni impugnate:
articolo 10, commi 1 e 2, L.R. 19 ottobre 2012, n. 16 (Misure per l’attuazione coordinata
delle politiche regionali a favore del contrasto e prevenzione del crimine organizzato e mafioso,
nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Integrazione
alla legge regionale 14 ottobre 2008, n. 13 recante disposizioni relative alla promozione del sistema
integrato di sicurezza urbana ed alle politiche per garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini –
abrogazione della legge regionale 19 giugno 2002, n. 12)
Limiti violati: articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione.
Decisione della Corte:
1) l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 10, c.1, nella parte relativa alla
potestà della Giunta regionale di attribuire alle imprese vittime di reati di mafia e di criminalità
organizzata posizioni preferenziali nei bandi per la concessione di finanziamenti pubblici;
2) l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, c.1, limitatamente alla parte in cui consente alla Giunta
regionale di attribuire alle predette imprese posizioni preferenziali nei bandi per l'affidamento di
contratti con la Regione e con gli enti, aziende e società regionali;
3) l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, c.2, ai sensi del quale le misure adottate dalla Giunta
regionale a sostegno delle imprese vittime dei reati di mafia e di criminalità organizzata possono
consistere anche nell'affidamento in via prioritaria di contratti di cottimo fiduciario.
Ricorso Sentenza 21 ottobre 2013, n. 246
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articolo 5, commi 1 e 2, L.R. 4 aprile 2012, n. 7 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2012 in materia di entrate e di spese - Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali)
Limiti violati: articoli 9 e 117, primo comma e secondo comma, lettera s), della Costituzione
Decisione della Corte:
inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 5, commi 1 e 2, della legge della Regione Umbria n. 7/2012 in riferimento all’articolo 9 della Costituzione; non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 5, commi 1 e 2, della stessa legge, in riferimento all’articolo 117, primo e secondo comma della Costituzione.
Ricorso Ordinanza 11 dicembre 2012, n. 302
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei Ministri.
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: giudizio di legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articolo 28, comma 1, della legge della Regione Umbria 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia forestale regionale. Conseguenti modifiche normative).
Limiti violati: articolo 117, secondo comma, lettere e) ed l), della Costituzione
Decisione della Corte: Estinzione del processo; successivamente al ricorso, la Regione Umbria con l’art. 22 della L.R. 4 aprile 2012, n. 7 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2012 in materia di entrate e di spese – Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), ha abrogato l’art. 28 oggetto di impugnativa.
Ricorso Sentenza 18 luglio 2012, n. 210
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente:Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articoli 54, comma 6, 55, comma 3, 65, comma 1, 70, comma 1, 72, 73, 87, comma 1, 89, comma 3, 91, comma 2, 124, comma 1, e 136, comma 1, della legge della Regione Umbria 16 settembre 2011, n. 8 (Semplificazione amministrativa e normativa dell’ordinamento regionale e degli Enti locali territoriali)
Limiti violati: art. 117, commi primo, secondo, lettera s), e terzo, della Costituzione; art. 20, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241; art. 94 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380; artt. 2, 3, numeri 2 e 3, della direttiva CE del 27 giugno 2001, n. 42; artt. 142, commi 2 e 4, 146, commi da 1 a 5, 9, 11, e dell’art. 157 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42; art. 4, comma 16, lettera e), numero 6, e all’art. 5, comma 3, lettera c), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, nella legge 12 luglio 2011, n. 106; artt. 5, lettere p) e q); 6, commi 2 e 3, da 11 a 15, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 ; direttive CE del 5 aprile 2006, n. 12 e del 19 novembre 2008, n. 98; a sentenza Corte di giustizia 22 settembre 2011, in causa C-295/10;
Decisione della Corte:
estinzione del processo in quanto la Regione Umbria, con L.R.4 aprile 2012, n. 7 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2012 in materia di entrate e di spese. Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), in particolare con gli artt. 10, 11, 13 e 19, ha abrogato e/o modificato nel senso indicato dal Governo le disposizioni impugnate.
Ricorso Sentenza 4 aprile 2012, n. 96
Ricorrente: Tribunale Amministrativo dell'Umbria.
Resistente:
Giudizio: legittimità costituzionale in via incidentale
Disposizioni impugnate: articolo 3, comma 3, della legge della Regione Umbria 14 agosto 1997, n. 28 (Disciplina delle attività agrituristiche), nella parte in cui prevede che possono essere utilizzate per l’attività agrituristica soltanto le strutture esistenti nell’azienda prima dell’entrata in vigore della legge medesima.
Limiti violati: articoli 3, 9, secondo comma, e 41, primo comma, della Costituzione
Decisione della Corte: non fondatezza del ricorso
Ricorso Sentenza 9 maggio 2012, n. 129
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: articolo 10 della L.R.Umbria 20 luglio 2011, n. 6 (Disciplina per l’attribuzione degli incarichi di struttura nelle Aziende sanitarie regionali. Ulteriori modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 20 gennaio 1998, n. 3 – Ordinamento del sistema sanitario regionale – e abrogazione della legge regionale 23 febbraio 2005, n. 15)
Limiti violati: articoli 33, sesto comma, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione in relazione all’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517 (Disciplina dei rapporti tra Servizio sanitario nazionale ed Università a norma dell’articolo 6 della legge 30 novembre 1998, n. 419), nonché al principio di leale
collaborazione tra Università e Regione
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale dell'art. 12-bis, c. 1 e 2, della L. r. Umbria n. 3/1998 (introdotto
dall'art.10 della L. r. Umbria n. 6/2011), nella parte in cui non prevede alcun coinvolgimento delle
Università nella predisposizione dell'elenco dei candidati idonei alla nomina di direttore generale delle
aziende ospedaliero-universitarie;
- illegittimità costituzionale dell'art. 12-ter, c. 1, 4 e 6, della L. r. Umbria n. 3/1998 (introdotto
dall'art.10 della L. r. Umbria n. 6/2011), nella parte in cui non prevede alcun coinvolgimento delle
Università nel procedimento di valutazione, conferma dell'incarico o risoluzione del contratto dei
direttori generali delle aziende ospedaliero-universitarie
Ricorso Sentenza 5 marzo 2012, n. 50
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri.
Resistente: Regione Umbria
Disposizioni impugnate: artt. 5 e 30 della L.R. Umbria 30 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2011 in materia di entrate e di spese)
Limiti violati: artt. 3, 117, commi primo, secondo, lettera e), e terzo, della Costituzione
Decisione della Corte:
Illegittimità costituzionale in parte qua dell’articolo 5 della L.R. oggetto di impugnativa;
non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 30 della stessa legge, promossa, in riferimento agli artt. 3 e 117, terzo comma, della Costituzione.
Ricorso Sentenza 7 maggio 2012, n. 123
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei Ministri.
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articolo 6, comma 2, della L.R. Umbria 22 luglio 2011, n. 7 (Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità)
Limiti violati: articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, in relazione all'articolo 165, comma 7-bis, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), aggiunto dall'articolo 4, comma 2, lettera r), numero 4, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l’economia), convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, nella parte in cui prevede incondizionatamente e senza alcuna eccezione che i vincoli preordinati all'esproprio abbiano durata di cinque anni;.
Decisione della Corte: manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 6, comma 2 della legge oggetto di impugnativa
Ricorso Ordinanza 7 febbraio 2011, n . 51
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 18, comma 1, della legge della Regione Umbria 27 gennaio 2010, n. 5 (Disciplina delle modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche)
Limiti violati: art. 7 della legge 5 novembre 1971, n. 1086 (Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica); competenza legislativa esclusiva statale prevista dall’art. 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione.
Decisione della Corte: Il processo è dichiarato estinto, in quanto la Regione Umbria non si è costituita; la norma impugnata è stata modificata con legge della Regione Umbria del 3 agosto 2010, n. 17 (Modificazione della legge regionale 27 gennaio 2010, n. 5); il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato di rinunciare al ricorso ed è stata depositata rinuncia al ricorso.
Ricorso Sentenza 7 febbraio 2011, n. 43
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: artt. 1, comma 1, 2, 13, comma 3, 15, 16, 19, comma 1, 20, comma 3, 22, commi 3 e 4, e 28 della L.R. Umbria 21 febbraio 2010, n. 3 (Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici).
Limiti violati: art. 117, commi secondo, lettere e) ed l), e terzo, della Costituzione
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale degli articoli 13, comma 3, 20, comma 3, e 22, commi 3 e 4, della L.R. 21 gennaio 2010, n. 3;
- inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, commi 1, 3, 5, 6 e 7, della stessa legge, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all’art. 117, commi secondo, lettere e) ed l), e terzo, della Costituzione;
- non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1, comma 1, 2, 15, commi 2 e 4, 16, 19, comma 1, e 28, della medesima legge regionale, sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettere e) ed l), e terzo comma, della Costituzione.
Ricorso Sentenza n. 205 del 2006
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 19, commi 1 e 2, lettera b), legge regionale 1° febbraio 2005, n. 2 (Struttura organizzativa e dirigenza della Presidenza della Giunta regionale e della Giunta regionale)
Limiti violati:artt. 3, 51 e 97, primo e terzo comma, Cost.
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell'articolo oggetto di impugnativa
Ricorso Sentenza n. 108 del 2005
Resistente: Regione Umbria
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: dell’art. 5, commi 2, 3 e 5, della legge della Regione Umbria 3 gennaio 2000, n. 2 (Norme per la disciplina dell'attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni), come sostituito dall’art. 5 della legge della Regione Umbria 29 dicembre 2003, n. 26 (Ulteriori modificazioni, nonché integrazioni della legge regionale 3 gennaio 2000, n. 2. Norme per la disciplina dell’attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni) e dell’art. 18-ter, comma 1, della stessa legge n. 2 del 2000, introdotto dall’art. 21 della predetta legge n. 26 del 2003
Limiti violati: artt. 3, 41, 42 e 117 comma secondo lett. l) e s) Cost.; art. 11 legge 6 dicembre 1991 n. 394.
Decisione della Corte: l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 della legge impugnata e cessata la materia del contendere in ordine alla questione di legittimità dell'art 18-ter della legge regionale 2 del 2000
Ricorso Sentenza n. 307 del 2003
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente:Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articoli 1, commi 1 e 2, 2, 4, comma 1, lettera b, 5, comma 1, lettera c, e comma 2, 12, comma 1, 13 e 16 della legge regionale14 giugno 2002, n. 9 (Tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici)
Limiti violati: articoli 3, 117, secondo comma, lettere e (tutela della concorrenza) e s (tutela dell’ambiente), e 117, terzo comma (tutela della salute) della Costituzione;
artt. 4, commi 1 e 2; 5, comma 1; 8, comma 1; e 9, commi 3 e 6, della legge 22 febbraio 2001, n. 36, e all’art. 1, comma 4, del d.P.R. 12 aprile 1996 (Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale)
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 2, della legge oggetto di impugnativa, limitatamente alle parole “nonché mediante l’individuazione, in coerenza con le previsioni contenute nella legge n. 36/2001, di adeguati limiti di esposizione”;
- illegittimità costituzionale degli articoli 2, 12, comma 1, 13 e 16 della predetta legge regionale;
- non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1, comma 1, 4, comma 1, lettera b, 5, comma 1, lettera c, e comma 2, della legge sopracitata.