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Tipo Abstract
Ricorso
Ricorso Sentenza 4 luglio 2011, n. 2018
Ricorrente: Regioni Toscana e Umbria
Resistente: Presidente del Consiglio dei ministri
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 15, commi 1 e 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica)
Limiti violati:
Decisione della Corte:
Ricorso Ordinanza 7 febbraio 2011, n . 51
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 18, comma 1, della legge della Regione Umbria 27 gennaio 2010, n. 5 (Disciplina delle modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche)
Limiti violati: art. 7 della legge 5 novembre 1971, n. 1086 (Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica); competenza legislativa esclusiva statale prevista dall’art. 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione.
Decisione della Corte: Il processo è dichiarato estinto, in quanto la Regione Umbria non si è costituita; la norma impugnata è stata modificata con legge della Regione Umbria del 3 agosto 2010, n. 17 (Modificazione della legge regionale 27 gennaio 2010, n. 5); il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato di rinunciare al ricorso ed è stata depositata rinuncia al ricorso.
Ricorso Sentenza 7 febbraio 2011, n. 43
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: artt. 1, comma 1, 2, 13, comma 3, 15, 16, 19, comma 1, 20, comma 3, 22, commi 3 e 4, e 28 della L.R. Umbria 21 febbraio 2010, n. 3 (Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici).
Limiti violati: art. 117, commi secondo, lettere e) ed l), e terzo, della Costituzione
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale degli articoli 13, comma 3, 20, comma 3, e 22, commi 3 e 4, della L.R. 21 gennaio 2010, n. 3;
- inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, commi 1, 3, 5, 6 e 7, della stessa legge, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all’art. 117, commi secondo, lettere e) ed l), e terzo, della Costituzione;
- non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1, comma 1, 2, 15, commi 2 e 4, 16, 19, comma 1, e 28, della medesima legge regionale, sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettere e) ed l), e terzo comma, della Costituzione.
Ricorso Sentenza 23 giugno 2010, n. 278
Ricorrente: Regioni Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche, Emilia-Romagna e Molise
Resistente :Presidente del Consiglio dei ministri
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 25, comma 2, lettere a), f) e g), 26, comma 1, e 27, comma 27 della legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia).
Limiti violati: artt. 117, commi secondo, terzo, quarto e sesto, 118, comma primo, e 120 Cost. nonché al principio di leale collaborazione
Decisione della Corte:
- inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionalità dell’art. 25, comma 2, lettera g), della legge n. 99/2009, promosse dalle Regioni Umbria, Liguria, Emilia-Romagna e Puglia in riferimento all’art. 117, secondo comma, della Costituzione;

- inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 25, comma 2, lettera g), della legge n. 99/2009, promosse dalle Regioni Lazio, Toscana, Umbria, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Puglia, Basilicata, Calabria, in riferimento agli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118 della Costituzione e al principio di leale collaborazione;
- non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 25, comma 2, lettera a), della legge n. 99 del 2009, promosse dalle Regioni Emilia-Romagna, Umbria, Liguria, Marche, Toscana, in riferimento agli artt. 117 e 118 della Costituzione e al principio di leale collaborazione;
- inammissibilità nella parte di cui al punto 14.3 del Considerato in diritto, e non fondatezza, nella parte di cui al punto 14.2 del Considerato in diritto, le questioni di legittimità costituzionalità dell’art. 25, comma 2, lettera f), della legge n. 99/2009, promosse dalle Regioni Umbria e Emilia-Romagna, in riferimento agli artt. 117, 118 e 120 della Costituzione, e al principio di leale collaborazione;
- non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 26, comma 1, della legge n. 99/2009, promosse dalle Regioni Lazio, Umbria, Emilia-Romagna, Marche e Basilicata, in riferimento agli artt. 117, terzo e sesto comma, e 118 della Costituzione e al principio di leale collaborazione;
- non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 27, comma 27, della legge n. 99/2009 promossa dalle Regioni Umbria, Liguria e Piemonte, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Ricorso Sentenza 21 giugno 2010, n. 226
Ricorrente: Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna
Resistente: Presidente del Consiglio dei ministri
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 3, commi 40, 41, 42 e 43, legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica)
Limiti violati:
a) in via principale, dei commi 40, 41, 42 e 43 dell’art. 3 della legge 94/2009, per violazione dell’art. 117, secondo, quarto e sesto comma, Cost.;
b) in via subordinata, dei commi 40, 41 e 43 del citato art. 3, per violazione dell’art. 118 Cost. e del principio di leale collaborazione.
Decisione della Corte:
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 40, della legge 15 luglio 2009, n. 94;
2) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi 41, 42 e 43, della medesima legge 15 luglio 2009, n. 94, promosse dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, in riferimento agli artt. 117, secondo, quarto e sesto comma, e 118 della Costituzione, nonché al principio di leale collaborazione
Ricorso Sentenza 9 giugno 2010, n. 215
Ricorrente: Regione Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Provincia autonome di Trento.
Resistente: Presidente del Consiglio dei ministri
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 4, c. 1°, 2°, 3° e 4° del D.L. 01/07/2009, n. 78, convertito con modificazioni in Legge 03/08/2009, n. 102, come modificato dall'art. 1, c. 1°, lett. a), del decreto legge 03/08/2009, n. 103, convertito con modificazioni in Legge 03/10/2009, n. 141.
Limiti violati: artt. 117, terzo comma, e 118, secondo e terzo comma, della Costituzione
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell’art. 4, commi 1, 2, 3 e 4, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78
Ricorso Sentenza 26 marzo 2010, n. 121
Ricorrente: Regione Umbria
Resistente: Presidente del Consiglio dei ministri
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 13 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133,
Limiti violati: artt. 117, 119 e 136 Cost.
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell’art. 13, commi 2, 3 e 3-ter, del d.l. n. 112 del 2008, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge n. 133 del 2008
Ricorso Sentenza n. 205 del 2006
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente: Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: art. 19, commi 1 e 2, lettera b), legge regionale 1° febbraio 2005, n. 2 (Struttura organizzativa e dirigenza della Presidenza della Giunta regionale e della Giunta regionale)
Limiti violati:artt. 3, 51 e 97, primo e terzo comma, Cost.
Decisione della Corte: illegittimità costituzionale dell'articolo oggetto di impugnativa
Ricorso Sentenza n. 108 del 2005
Resistente: Regione Umbria
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: dell’art. 5, commi 2, 3 e 5, della legge della Regione Umbria 3 gennaio 2000, n. 2 (Norme per la disciplina dell'attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni), come sostituito dall’art. 5 della legge della Regione Umbria 29 dicembre 2003, n. 26 (Ulteriori modificazioni, nonché integrazioni della legge regionale 3 gennaio 2000, n. 2. Norme per la disciplina dell’attività di cava e per il riuso di materiali provenienti da demolizioni) e dell’art. 18-ter, comma 1, della stessa legge n. 2 del 2000, introdotto dall’art. 21 della predetta legge n. 26 del 2003
Limiti violati: artt. 3, 41, 42 e 117 comma secondo lett. l) e s) Cost.; art. 11 legge 6 dicembre 1991 n. 394.
Decisione della Corte: l'illegittimità costituzionale dell'art. 5 della legge impugnata e cessata la materia del contendere in ordine alla questione di legittimità dell'art 18-ter della legge regionale 2 del 2000
Ricorso Sentenza n. 307 del 2003
Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri
Resistente:Regione Umbria
Giudizio: legittimità costituzionale
Disposizioni impugnate: articoli 1, commi 1 e 2, 2, 4, comma 1, lettera b, 5, comma 1, lettera c, e comma 2, 12, comma 1, 13 e 16 della legge regionale14 giugno 2002, n. 9 (Tutela sanitaria e ambientale dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici)
Limiti violati: articoli 3, 117, secondo comma, lettere e (tutela della concorrenza) e s (tutela dell’ambiente), e 117, terzo comma (tutela della salute) della Costituzione;
artt. 4, commi 1 e 2; 5, comma 1; 8, comma 1; e 9, commi 3 e 6, della legge 22 febbraio 2001, n. 36, e all’art. 1, comma 4, del d.P.R. 12 aprile 1996 (Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale)
Decisione della Corte:
- illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 2, della legge oggetto di impugnativa, limitatamente alle parole “nonché mediante l’individuazione, in coerenza con le previsioni contenute nella legge n. 36/2001, di adeguati limiti di esposizione”;
- dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 2, 12, comma 1, 13 e 16 della predetta legge regionale;
- non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1, comma 1, 4, comma 1, lettera b, 5, comma 1, lettera c, e comma 2, della legge sopracitata.